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Informazioni su Cinque Terre


La storia delle Cinque Terre:


Le prime testimonianze di presenza umana nelle Cinque Terre sono costituite dai depositi della Grotta dei Colombi all'isola Palmaria, dove sono stati ritrovati resti di sepolture umane, ossa e fossili di animali, riconducibile al paleolitico, quando, probabilmente, l'isola era ancora unita alla terra ferma. Il neolitico è invece testimoniato dal ritrovamento di asce levigate fatte con alcune varietà di actinolite e che fanno supporre che la zona fosse abitata da cacciatori con domicilio stabile o temporaneo in caverne o ripari rocciosi. Inoltre la caccia, favorita da un ambiente estesamente boscoso e ricchissimo di selvaggina, probabilmente rappresentò per millenni, e ancora nell'epoca romana, una fonte primaria di risorse.

Altre segni della presenza dell'uomo in età antiche sono i menhir, ritrovati nella zona di Campiglia Tramonti, nei pressi dell'attuale Cappella di Sant'Antonio e sullo spartiacque presso il monte Capri. Secondo alcuni studiosi, tali pietre, potevano avere funzione legata al calendario, secondo altri sono i precursori delle statue stele.

Con l'età del bronzo si afferma l'organizzazione sociale detta "pagense", comune ad altri settori liguri: i centri elementari, "vici", erano riuniti in piccole circoscrizioni, i "pagi", facenti capo ai "castellari", ubicati in posizioni dominanti e con prevalenti funzioni difensive. Il castellare più vicino alle Cinque Terre si trova sul monte Castellaro (valle di Pignone) e gli scavi effettuati hanno portato alla luce una notevole quantità di frammenti di vasi decorati a testimonianza di un insediamento stabile ed importante.

Le cronache militari romane testimoniano come le tribù liguri rappresentarono un forte ostacolo alla "romanizzazione" del territorio, tanto che i Romani si insediarono e concentrarono le loro attività nella piana lunense nella Val di Magra. Non è da escludere che nell'età augustea una parte delle popolazioni liguri che abbandonarono le località di collinari per unirsi ai coloni romani arrivassero anche lungo le coste. Ne è un esempio la presenza romana a Porto Venere (citato da Strabone nel 40 a.C.), con la testimonianza della villa patrizia del seno di Varignano. I borghi delle Cinque Terre hanno avuto origine, nella struttura attuale, nell'XI secolo, quando le popolazioni della Val di Vara, superarono lo spartiacque della catena costiera che la separava dal mare ed andarono ad abitare permanentemente sul litorale marino formando i cinque paesi. Il documento più antico che ricordi le Cinque Terre risale al marzo 1056, rogato a Monterosso, con cui il marchese "Guido di fu Alberto" donò ai monasteri di Santa Maria e di San Venerio, beni immobili situati nelle isole della Palmaria, del Tino e del Tinetto e in Porto Venere.

La ragione di tale fenomeno migratorio della gente del Vara lungo la costa è legata a due eventi storici comuni a tutta l'Europa occidentale: l'incremento demografico e la liberazione del Mediterraneo dalla minaccia saracena, oltre al fatto che lungo la costa si gode di un clima migliore, più adatto alla coltivazione di alcuni prodotti come la vite e l'ulivo. I paesi delle Cinque Terre non nascono quindi come borghi marinari ma come borghi agricoli, costretti a bonificare quindi un territorio che non era adatto alla pratica agricola. Nacque così il terrazzamento dei fianchi dei monti.

Naturalmente dopo un po' di tempo che gli abitanti della Val di Vara si erano trasferiti sul litorale presero confidenza con l'elemento marino, prima come via di comunicazione più comoda e veloce, poi come risorsa di sostentamento, dividendo quindi le loro attività tra il lavoro nelle campagne e l'andar per mare a seconda delle necessità e delle stagioni. Ciò è confermato dal fatto che nel 1170 una galera di Vernazza, insieme ad altre di alcuni borghi della riviera orientale, intraprese la guerra di corsa per conto dei genovesi contro i pisani. Nel 1182, inoltre, ancora gli uomini di Vernazza esercitarono, in tempo di pace, la guerra di corsa per proprio conto, contro navi mercantili dirette a Genova. Da quando il territorio delle Cinque Terre fu inserito tra i possedimenti genovesi, seguì la storia della Repubblica e quindi dell'intero territorio ligure.


Le Cinque Terre:

Percorrendo il tratto di costa da ovest verso est, ovvero da Genova verso la Spezia, i paesi che si incontrano sono nell'ordine: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Di questi soltanto Monterosso, Vernazza e Riomaggiore sono comuni, mentre Corniglia e Manarola sono frazioni, rispettivamente, di Vernazza e Riomaggiore.

Monterosso
Monterosso è la più occidentale e la più popolosa delle Cinque Terre. La sua posizione geografica ne fa il borgo più strategico dei cinque, infatti Monterosso sorge ai piedi del crinale su cui convergono le tre direzioni stradali principali del comprensorio: la S.P. 36 dalla Val di Vara (che collega con l'Aurelia), la statale Litoranea e la S.P. 43 (da Levanto alla Litoranea).
Monterosso è ubicato al centro di un piccolo golfo naturale, protetto da una modesta scogliera artificiale. Ad ovest del paese, al di là del Colle dei Cappuccini, si trova l'abitato di Fegina, naturale espansione turistica e balneare del piccolo borgo originario, dove è ubicata la stazione ferroviaria e si trovano spiagge di ghiaia sottile. Rispetto agli altri borghi marinari che costituiscono le Cinque Terre, a Monterosso si trovano le spiagge relativamente più estese, in virtù dell'ampiezza del golfo su cui si affaccia il paese.

Vernazza
Procedendo da ovest verso est, dopo Monterosso al Mare si trova Vernazza. Il borgo sorge su un piccolo promontorio che si incunea nel mare, raggiungibile con una strada che scende dalla S.S. "Litoranea".
Si ritiene che il nome derivi dall'aggettivo latino "verna", ossia "del luogo", "indigeno", ma è plausibile anche che possa essere legato al più celebre prodotto locale: il vino denominato "Vernaccia". Secondo altri la derivazione sarebbe da attribuire al prediale latino (Gens) Vulnetia, che designerebbe una famiglia proprietaria di fondi.
Il suo porticciolo garantisce un sicuro approdo, sin dai tempi delle Repubbliche marinare, in un'insenatura naturale che permette l'attracco di mezzi natanti e rende ancora più caratteristico e suggestivo quello che è considerato uno dei borghi più belli d'Italia.

Corniglia
Corniglia è in posizione centrale rispetto agli altri abitati delle Cinque Terre, situata ad ovest del capoluogo comunale di Vernazza e di Monterosso, e ad est di Manarola e Riomaggiore.
Si differenzia dagli altri paesi delle Cinque Terre in quanto è l'unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare, ma si trova sulla cima di un promontorio alto circa cento metri, circondato da vigneti posti su caratteristici terrazzamenti a fasce tranne sul lato che guarda verso il mare.
Per raggiungere Corniglia è necessario salire una lunga scalinata detta Lardarina, costituita da 33 rampe con 377 gradini oppure percorrere la strada che la collega alla stazione ferroviaria. Inoltre Corniglia è unita a Vernazza da una suggestiva passeggiata posta a mezza costa fra la vetta e il mare.

Manarola
Manarola nasce dallo spostamento di popolazioni che dalla Val di Vara che si mossero verso il mare per sfruttarne le risorse. Il suo nome deriva, forse, dal latino Manium arula, che significa "piccolo tempio dedicato ai Mani".
Posto su un promontorio in alto rispetto al mare, il paese si sviluppa nella gola, chiusa tra due speroni rocciosi, che scende verso il mare ospitando un piccolo approdo. Ad ovest di Manarola troviamo altri tre borghi delle Cinque Terre, ossia Monterosso, Corniglia e Vernazza, mentre a est si trova solamente Riomaggiore. Fra i cinque borghi è il più piccolo dopo Corniglia.
Il borgo sorge nel tratto terminale della valle del torrente Groppo. Le abitazioni si affacciano una ridosso all'altra sulla via principale, sorta in seguito alla copertura del corso d'acqua e chiamata perciò dagli abitanti U Canâ (il Canale).

Riomaggiore
Riomaggiore è la più orientale delle Cinque Terre. Il centro storico, il cui nucleo originario risale al XIII secolo, è situato nella valle del torrente Rio Maggiore, l'antico Rivus Major dal quale il borgo prende il nome.
L'abitato è composto da diversi ordini paralleli di case torri genovesi che seguono il ripido corso del torrente. Il nuovo quartiere della Stazione, così chiamato in quanto sviluppatosi a partire dalla seconda metà del XIX secolo in seguito all'arrivo della ferrovia, è situato invece nell'adiacente valle del torrente Rio Finale (Rufinàu), così denominato in quanto segnava un tempo il confine tra le terre di Riomaggiore e quelle di Manarola (Manaèa).
Le due vallate su cui si estende l'abitato sono separate dalla ripida costa di Campiòne (Canpiòn). La valle del Rio Maggiore è sormontata dal Monte Verugola (Verügua), le cui tre cime, raffigurate nello stemma comunale, rappresentano da sempre il simbolo del borgo.

Territori limitrofi
Il comprensorio delle Cinque Terre è circondato da alcuni comuni della provincia spezzina, in linea di massima dai territori che fanno parte dell'entroterra valdivarese e del Golfo della Spezia:
Sulla costa della riviera di Levante il comune di Monterosso confina con il comune di Levanto e il comune di Riomaggiore confina con il comune della Spezia, che ha nel Parco Nazionale i territori di Campiglia Tramonti e di Biassa.
Nell'entroterra della riviera, il comune di Monterosso confina con il comune di Pignone, il comune di Vernazza confina con i comuni di Riccò del Golfo e Beverino, e Riomaggiore confina con il comune della Spezia. In prossimità delle Cinque Terre vi sono poi altre località di suggestivo interesse come la spiaggia del Persico, la scogliera delle Rosse, Monesteroli, Fossola e Schiara.

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