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AGRITURISMO Umbria



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Informazioni su Umbria


Popolazione:

804.054 abitanti

Superficie:

8.456

Confini:

A est con le Marche, a sud con il Lazio, a ovest con la Toscana.

Agricoltura:

L'agricoltura, almeno dal punto di vista dell'occupazione, sta alla base dell'economia umbra; infatti, essa dà lavoro a ben il 14% della popolazione regionale. Per quanto riguarda i vari prodotti, il grano, le barbabietole da zucchero, le olive, l'uva ed il tabacco sono le coltivazioni più sviluppate di tutta l'Umbria. Importante è anche la coltivazione del tartufo nero, che cresce nei boschi montani nelle prossimità di Spoleto, Cascia e Norcia. Se l'allevamento ovino si presenta molto modesto, al contrario quello suino assume un'importanza sicuramente maggiore. Discreta è anche la produzione del legname, utilizzato poi nei vari mobilifici e nelle industrie della carta.

Paesaggi:

La regione si trova distesa su tutto il vasto versante tirrenico dell'Appennino centrale ed a distanza quasi uguale fra i mari Adriatico e Tirreno. Il territorio presenta una superficie quasi totalmente montuosa e collinare, tanto che i tratti pianeggianti sono rari e molto brevi; infatti il 94% della regione umbra è in posizione elevata, la cui vetta principale si trova ad est e corrisponde al nome di Monte Cucco (1.567 m). A dir la verità la massima altitudine della regione sarebbe il Monte Vettore (2.478 m), ma questo si trova sul confine con le Marche all'interno della catena dei Sibillini. Le uniche zone pianeggianti dell'Umbria si trovano lungo le vallate dei fiumi Tevere, Topino e Nera. Il lago più importante della regione è il "Trasimeno", il quarto lago d'Italia per vastità; la sua superficie è di circa 125 Kmq, raggiunge una profondità massima di appena sei metri e possiede tre isole (denominate "Maggiore", "Minore" e "Polvese"). I fiumi umbri sono numerosi, si posizionano in quasi tutte le zone della regione e si gettano quasi tutti nel Tevere; essi prendono il nome di "Nera", "Nestore" e "Chiascio". Per quanto riguarda il clima c'è da dire che le estati si presentano fresche e ventilate e gli inverni non molto freddi. Ultima curiosità inerente questa bella regione è che ben un quinto della superficie è coperta da boschi, e più precisamente di querce, castani e faggi. Topografia: Montagna 29,3% Collina 70,7%

Industria:

L'insufficiente sviluppo delle vie di comunicazione, nonché la configurazione geografica del territorio umbro sono stati fino ad ora i principali ostacoli ad una moderna industrializzazione. I centri più industrializzati sono quelli di Terni e Perugia, che presentano rispettivamente uno sviluppato apparato siderurgico ed un importante settore alimentare. Il ricco patrimonio d'arte e le bellezze naturali di questa regione non sono sfruttate pienamente dall'attività turistica a causa, come già detto in precedenza, dell'insufficienza delle vie di comunicazione. Proprio per quanto riguarda il turismo umbro vi è da dire solamente che non si tratta di un turismo di soggiorno, anche se si è cercato di renderlo tale mediante manifestazioni folcloristiche (vedi ad esempio la corsa dei ceri di Gubbio e, soprattutto, il Festival dei Due Mondi), bensì di un turismo di transito. Di scarsa importanza sono, infine, il commercio e le attività finanziarie, penalizzate dal fatto di non avere un'organizzazione moderna e da industrie non ancora del tutto sviluppate.

Città:

Il capoluogo dell'Umbria è Perugia, situata tra il Lago Trasimeno ed i monti del Subasio, su un colle sovrastante la valle del Tevere. Questa città presenta uno sviluppato apparato agricolo, con le produzioni di mais, barbabietole da zucchero e girasoli, mentre una qualche importanza in ambito industriale rivestono le varie aziende tessili, metalmeccaniche e dell'abbigliamento. Abbastanza fiorente è anche il turismo. Perugia conserva ancora un caratteristico aspetto medievale, risaltato dai vari monumenti del calibro delle chiese di Sant'Angelo, di San Prospero e di San Pietro. In bello stile romanico sono invece le chiese di Sant'Agostino e di San Pietro al Prato, mentre in stile gotico sono il duomo e le chiese di Santa Giuliana e di Sant'Agata. Di modesta importanza e bellezza sono il Palazzo del Seminario, il Palazzo Comunale o dei Priori ed il Palazzo arcivescovile. Altra ed ultima città della regione è Terni, caratterizzata da una zona quasi interamente montuosa incisa dalle valli dei fiumi Nera, Tevere e Paglia. Grazie all'abbondante presenza di energia elettrica (favorita dallo sfruttamento delle acque del Nera) l'economia di Terni si presenta sviluppata sia dal punto di vista agricolo che da quello industriale; infatti buone sono le produzioni di barbabietole da zucchero, di cereali ed uva, così come buoni sono i settori chimici ed alimentari. La città offre alcuni interessanti monumenti di epoca medievale, tra cui le chiese di San Salvatore e di San Francesco, mentre il duomo è di epoca barocca. Località turistiche: Perugia, Assisi ed Orvieto sono città che richiamano afflusso turistico per le loro attrattive artistiche.

Personaggi:

I personaggi più importanti dell'Umbria sono San Francesco d'Assisi, il Perugino, San Benedetto da Norcia e Jacopone da Todi. Il fondatore dell'ordine francescano (o dei "Frati Minori"), San Francesco d'Assisi (1182-1226), è nome famoso per la sua decisione di passare la vita in povertà ed in completa predicazione, con l'intento di seguire le orme di Gesù. Recatosi in pellegrinaggio a Roma, infatti, qui si pose sulla porta della Basilica di San Pietro e donò tutto il suo avere ai poveri; decise quindi di tornare ad Assisi in veste di mendicante. Questo fatto scatenò le ire del padre, un agiato mercante, anche perché il figlio, al cospetto del vescovo di Assisi, rinunciò davanti a lui al proprio diritto sull'eredità, scegliendo di passare gli anni della sua esistenza di elemosine. Dopo aver cercato invano di predicare il Vangelo in Egitto, San Francesco convocò nel 1221 un capitolo generale tra i suoi seguaci per porre fine alle divisioni intestine tra i difensori della più assoluta povertà e una maggioranza di moderati; quest'ultimi prevalsero al congresso e San Francesco rinunciò così alla carica di superiore generale. Vanno ricordati i seguenti scritti del frate: il "Testamento", le "Laudes Dei" ed il "Cantico di frate Sole". Pietro di Cristoforo Vannucci, più comunemente conosciuto con il nome de Il Perugino (1450-1523), fu il grande pittore maestro di Raffaello ed allievo del Verrocchio. Le sue opere di maggior rilievo sono l'"Apollo e Marsia", la "Pietà" e la "Crocifissione", oltre ai vari affreschi eseguiti alla Cappella Sistina a Roma. Il "padre" del monachesimo occidentale, San Benedetto da Norcia, fu il famoso fondatore del monastero di Montecassino e patrono principale dell'Europa. Su Jacopone da Todi (1230-1306), infine, c'è solamente da dire che fu un frate francescano autore di "Laudi", opera dove esprime la sua religiosità spesso vissuta drammaticamente.

Storia:

Nel 706 a.C., coloni spartani provenienti dalla Grecia fondarono la città di Taranto, che in pochi decenni divenne addirittura il più ricco centro della cosiddetta Magna Grecia. Durante la dominazione romana tutti i popoli della Puglia vennero riuniti in un'unica provincia indicata come "seconda" dalla ripartizione amministrativa di Augusto. Essa comprendeva l'Apulia e la greca Messapia, chiamata Calabria dai Romani. In questo periodo il territorio pugliese poté godere di molteplici benefici, ma alla caduta dell'Impero la regione venne contesa per molti secoli da Bizantini, Longobardi e Arabi. La lunga lotta terminò con la vittoria dei Bizantini, i quali dominarono incontrastati per un breve periodo derubando ed imponendo tasse spropositate al popolo. Nell'XI secolo i Normanni presero il posto dei Bizantini, dominando in maniera rozza e crudele. Quando nel 1200 i Normanni furono sconfitti dagli Svevi, la Puglia conobbe un altro fiorente periodo, sia nell'economia che nelle arti; sorsero, infatti, chiese, cattedrali, chiese e numerosi castelli, severi ed imponenti. Nel 1268, però, il francese Carlo d'Angiò entrò in possesso del Regno di Napoli e Sicilia. Il dominio angioino sciupò in gran parte l'opera degli Svevi, specialmente nei primi tempi della conquista che fu violenta, fatta di rapine e saccheggi. Con l'avvento degli Aragonesi verso la metà del XV secolo, la situazione non migliorò. Ad aumentare il disordine già presente si aggiungevano le lotte interne dei baroni, antichi feudatari che possedevano grandi estensioni di terreno lasciato incolto. Le ultime dominazioni che si succedettero prima dell'impresa dei Mille (1860, anno in cui la Puglia venne a far parte del Regno d'Italia) furono quelle dei Francesi e degli Spagnoli.

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